Gli illuministi ed i romantici (Old-new Risk)

di Vincenzo Fuccillo

Uno dei miei autori preferiti è De Crescenzo… Gli uomini semplici sono sempre eroi… simple man… simple man …  No, non parlo del musicista, ma dello scrittore Luciano.

Probabilmente mi piace tanto perché come me è un ingegnere atipico: in uno dei suoi best-seller divideva l’umanità in “uomini d’amore” e “uomini di libertà”. La sua teoria non faceva una piega ed era facile identificarli: gli uomini d’amore preferivano il presepe ed il bagno, gli uomini di libertà preferivano l’albero di Natale e la doccia.
Oggi invece stiamo assistendo ad una forte contrapposizione fra altre categorie di uomini: gli uomini illuministi e gli uomini romantici.
La prima categoria è razionale, antepone la logica al cuore e basa le proprie decisioni sulle informazioni che possiede, si affida ai professionisti per attingere le informazioni di cui ha bisogno e crede che con la ragione si possa controllare tutto; si fida sempre degli altri illuministi. La seconda categoria invece antepone il cuore alla logica, si fida solo del proprio istinto nel prendere le proprie decisioni e sceglie le fonti per le proprie informazioni in funzione di cosa “prova” mentre si informa, si fida delle persone con cui sente affinità.
Come identificare facilmente a quale categoria appartiene una persona? Anche in questo caso sembra facile: poneteli di fronte ad una novità, ad un rischio nuovo. Gli illuministi cercheranno di studiarlo, di comprenderlo, cercheranno un “risk assessment” per scegliere e mettere in pratica le misure di tutela, accetteranno anche la convivenza con il nuovo rischio. I romantici invece reagiranno di pancia, seguendo il loro istinto: qualcuno sarà terrorizzato, qualcuno ne negherà l’esistenza, altri cercheranno qualcuno a cui dare la colpa, altri lo affronteranno con disprezzo della paura…

Il mondo dell’informazione è ripetitivo: si sceglie un argomento e per qualche giorno si parla solo di quello… poi “puff”! l’argomento scompare e si parla di altro. Il mio principale mezzo di informazione è la radio, ascolto tanti radiogiornali quando sono in macchina, a volte decine nella stessa giornata: mi tengono compagnia e si innestano bene fra una canzone e l’altra. Lo ammetto, tanto zapping radiofonico e tanti podcast per recuperare le edizioni perse; l’approfondimento è invece mirato e proviene dal web.

A sentire le ultime notizie sembra che ci siano in giro migliaia di “no-pass” a protestare, versione aggiornata dei “no-vax”: ma chi sono queste persone?

Nel mio lavoro di formatore/comunicatore incontro migliaia di persone ogni anno, spesso mi fermo a scambiare qualche chiacchiera con loro e la percentuale di complottisti o complottari normalmente è molto bassa (fra terrapiattisti, negazionisti, sciatori chimici, etc.) di solito me ne capitano un paio ogni anno.
Ed allora come ce lo spieghiamo il movimento “no-pass”? Come si può spiegare che 1/4 della popolazione mondiale sia restia al vaccinarsi contro il COVID? Chiaramente non si tratta dei soliti “complottari” convinti che una razza aliena stia dominando la terra attraverso robot antropomorfi o di gente convinta che qualcuno abbia installato impianti “segreti” negli aerei con lo scopo di irrorare non so che nell’atmosfera… qui si parla di persone “normali”, persone della categoria dei “romantici” ai quali è giunta una comunicazione sbagliata. Eh sì, io credo che il problema sia proprio lì. I romantici sono stati travolti dai sentimenti, dall’effetto old-new risk, dal rispecchiamento comunicativo usato ad hoc da personaggi in cerca di visibilità o di consenso politico…
Se ciò che credo è vero, il lento implementamento dell’obbligo vaccinale non sortirà l’effetto sperato, anzi incrementerà il “muro contro muro” alimentando lo scontro ideologico… Impariamo dagli errori: iniziamo a progettare la comunicazione, le dinamiche interne alle aziende sono le stesse del mondo esterno, se vogliamo ottenere il cambiamento dobbiamo progettare e gestire la nostra comunicazione!

… simple man… simple man …

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