B-SIDE #18 – Fabrizio Paterlini, pianista e compositore.

di Rock'n'safe
Ospite di Stefano Pancari oggi a B-SIDE: Fabrizio Paterlini, pianista e compositore.

Fabrizio, come è nato il tuo amore per la musica?

Sicuramente è legato alla mia città, Mantova, una città d’arte. Poi alla mia famiglia: mia padre suonava con Don Backy, col Clan di Celentano. Io ho iniziato a suonare a 6 anni, ho studiato musica classica, poi a 20 anni ho suonato con varie band rock, in giro nei pub.

Poi sei tornato al pianoforte…

Esatto. Ho iniziato anche a comporre. Nel 2007 pubblicai su MySpace il mio album “Viaggi in aeromobile”.

Hai davvero viaggiato tanto poi!

Sì, ma c’è voluto del tempo, essere indipendente ha tanti vantaggi ma anche limitazioni, devi sgomitare per farti conoscere. Dal 2016 ho iniziato a viaggiare più frequentemente. Una volta che entri nel giro dei concerti live è più facile.

Qual è il tuo ultimo lavoro?

A febbraio è uscito il mio EP  “Life“, che fa da preambolo all’album che uscirà ad aprile “Life and Blood“. Molti brani li ho composti quando ero in tour.

Riesci a creare un immaginario con la tua musica…
Definisco la mia musica, così come quella che ascolto, come musica di immagini. Ti catapulta in posti tuoi o che immagini. Diventa la colonna sonora della tua vita. Essendo poi musica strumentale non c’è la barriera del testo, per questo suono tanto all’estero.
Quali sono i Paesi in cui sei più in voga?
Cina e Russia, poi spesso anche Spagna, Inghilterra e Germania. Ho viaggiato tanto, ma faccio più fatica a trovare spazio in Italia. A Mosca dopo un mio concerto, conobbi una coppia toscana che è voluta venire a sentirmi là, visto che in Italia è più raro, e ne hanno approfittato per farsi un bel viaggio!
Articolo e postproduzione video di Graziano Ventroni

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