“Una rotonda sul mare” d’incertezza!

di Emanuele Mingolini

Quotidianamente migliaia di persone rischiano di sfasciare la macchina, se gli va bene, perché quando ci avviciniamo ad una rotonda non sappiamo cosa fare.

Il panico, l’ignoranza e quella voglia di tentare la fortuna, gesto quasi dettato da una scarica di adrenalina improvvisa che ci porta a fare manovre a caso! Un po’ come dicono gli The Strokes in Trying Your Luck:

“I know this is surreal, But I’ll try my luck with you, This life is on my side”. 

Non stiamo parlando di qualcosa di surreale, ma della pura verità, sì perché la maggior parte degli automobilisti non ha idea di come ci si deve comportare dentro una rotonda.

Allora, partiamo dal fatto che non siamo per niente agevolati, perché negli oltre 245 articoli del Codice della Strada, la nostra cara amica “Rotonda” non viene neanche lontanamente citata.

E quindi come ci si comporta?

Ho fatto un po’ di ricerche e tanto per cambiare sembra che siamo riusciti a distinguerci anche in questo. Sì, perché sembrerebbe che ci siano due modi di comportarsi nelle rotonde: uno “all’Italiana” e l’altro “nel modo del resto del mondo”.

Secondo me ne esiste anche un terzo, perché un giorno, parlando di questo argomento con mio padre, lui mi ha detto, citando le sue parole, “a Forlì, nelle rotonde ci si comporta così…”. La mia risposta immediata è stata “a meno che non sia diventato uno stato autonomo e indipendente, anche Forlì come tutti i paesi d’Italia deve adeguarsi al codice della strada!”.

All’epoca credevo ci fosse veramente un articolo dedicato al comportamento da tenere nelle rotonde, ma mi sbagliavo.

Ma allora come ci si comporta?

In prossimità di una rotonda troveremo due cartelli, uno indicante la presenza  di una “rotatoria” e l’altro, “dare la precedenza”. Secondo le linee guida del MIT (Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili), chi arriva alla rotonda, deve dare la precedenza a chi arriva dalla propria sinistra (perché lo dice il cartello dare la precedenza!) e immettersi solo nel momento in cui la corsia è libera.

Per chi si trova dentro la rotonda, invece, vige la regola di azionare l’indicatore luminoso lampeggiante, denominato anche “freccia” (avete presente quella levetta, a volte scomoda, alla sinistra del volante?) solo nel momento in cui si decide di uscire dalla rotonda.

Ricapitolando.

Se entro in rotonda e sono intenzionato ad uscire alla prima svolta, metto la freccia appena entrato in rotatoria, se invece non sono intenzionato ad uscire alla prima ma ad una delle successive, percorro la rotonda senza utilizzare frecce, se non poco prima della svolta a destra che abbiamo deciso di prendere.

Detto così sembra facile e se fosse vero potrei citare Louis Armstrong in “What a wonderful world:  Yes, I think to myself, What a wonderful world!

Ma col cavolo!!!

Ogni maledetta volta che mi avvicino ad una rotonda vedo le più disparate situazioni, ma quella che mi manda in bestia più di altre, è chi esce dalla rotonda senza mettere la freccia, provocando inevitabilmente il rallentamento del traffico, perché giustamente la gente non ha voglia di rischiare di sfasciare la macchina e così, se non ha la certezza al 100% di avere la corsia libera, non si immette. Cari colleghi automobilisti, se odiate anche voi le interminabili file per andare e tornare da lavoro, cercate di ricordarvi che quell’asticella alla sinistra del volante è stata messa lì per uno scopo, non per riempire uno spazio né tanto meno per derubare gli indiani d’America, quindi, sforziamoci di segnalare quando usciamo dalla rotonda.

Lo so che c’è un tarlo che vi gira nella testa! E com’è all’Italiana?

Beh, avete presente quell’articolo del Codice della Strada che dice “bisogna dare la precedenza a chi viene dalla nostra destra”? Ebbene sì, se la rotonda non è attrezzata con i cartelli “dare la precedenza” per chi si deve immettere nella rotatoria, chi è dentro la rotonda deve fermarsi, per dare la precedenza a chi si sta immettendo!

Vi prego facciamo finta che queste parole facessero parte di un brutto incubo e che ci siamo appena svegliati tutti sudati!

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