The river

di Paolo Zambianchi
the river

(si consiglia la lettura di questo articolo ascoltando la canzone THE RIVER di Bruce Springsteen & The E Street Band)

 

”I come down from the valley (vengo dal profondo della valle)”

”Aveva ragione Ligabue quando nella sua canzone diceva -Certe notti la radio che passa Neil Young
Sembra avere capito chi sei-

Non si tratta di Neil Young ma di Bruce Springsteen, ma comunque sembra proprio averci preso.

Questo è il pensiero di Alessandro, mentre si sta spostando in auto, tra le valli di Comacchio, durante il suo normale servizio.

Sono solo le 11:30 ma lui è già stanchissimo. Complice il fatto che sta lavorando tantissimo. Ma questo significa essere medico: lavorare tanto e dedicarsi anima e corpo a questa vocazione.

E’ un lavoro che scegli di fare perché senti di doverlo fare, non perché vuoi farlo.

La canzone parla proprio di questo e lui ci ritrova, mentre guida proprio accanto al fiume, anche se si tratta solo di un canale.

“No wedding day smiles, no walk down the aisle
No flowers, no wedding dress (Nessun sorriso da giorno di nozze, nessuna camminata lungo la navata, niente fiori, niente abito nuziale)”

“Sembra davvero aver capito chi sono”, si dice Alessandro, notando come la canzone parli di grandi sacrifici, per qualcosa ritenuto più importante.

A un certo punto nota un’auto sbandare. Sembra perdere il controllo e di colpo punta dritto verso il canale, finendo dentro subito dopo.

Sembra una di quelle scene da film. Non può essere vero.

Ma invece è così.

La radio prosegue, incurante con la sua canzone.

“That night we went down to the river
And into the river we’d dive (quella notte andammo al fiume e ci tuffammo)”

Alessandro non sa cosa fare, non è preparato a ciò che sta vedendo.

Ma il suo fisico ha già deciso, la sua vocazione lo sta guidando.

Senza nemmeno essersi accorto di come sia successo si ritrova fermo, giù dall’alto.

“Ma quando cavolo ho frenato e mi sono fermato?” si domanda.

Entra nel canale, senza nemmeno deciderlo coscientemente, guidato solo dall’istinto o, meglio, dalla sua vocazione.

“Oh, down to the river we did ride (oh, corremmo giù al fiume)”

Queste sono le ultime parole che Alessandro sente provenire dalla radio, prima di ritrovarsi immerso sino al torace nel fango, nel tentativo di liberare la donna che intravede nell’auto, priva di sensi.

Alessandro si è fatto guidare solo dalla sua vocazione, agendo in base ad essa e senza pensare ad altro.

Alessandro, come quasi tutti I medici, ha una vocazione. La stessa che hanno quasi tutte le persone che si dedicano alla Salute e Sicurezza. L’unico errore che commettiamo è quello talvolta di dimenticarci di agire, guidati solo dalla nostra vocazione.

 

Se non conosceste la storia e volete vedere la facce di Alessandro, nonché leggere le sue parole e conoscere la storia nei dettagli, eccovi un articolo: https://amp.bolognatoday.it/cronaca/medico-ferrara-salva-donna-auto-canale-alessandro-micai.html

 

 

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