La catena della sicurezza umana

di Daniele Andrea Bilanzuoli
La catena della sicurezza umana

Per l’ultimo articolo prima della pausa estiva, la testa è felicemente stanca del lavoro svolto e di aver osservato una continua evoluzione della qualità del didattica. Così, vi propongo una piccola parte che gradirete dato che trattate sicurezza e come tale molte professioni vengono analizzate anche dall’analisi del fattore umano agli stimoli. Ho scoperto che questi appunti sono risultati utili per analizzare la catena della sicurezza senza dimenticare dettagli importanti, anzi, come gli stimoli esterni arrivano a noi.

Un importante cambiamento nello studio dell’apprendimento fu il crescente interesse verso il ruolo esercitato dai fattori cognitivi coinvolti in tale processo. Si passò, dunque, da uno schema S-R a uno schema S-O-R, dove O rappresenta l’organismo, a indicare che di fronte a uno stesso stimolo l’individuo risponderà in modo diverso a seconda delle proprie caratteristiche. Assumono, pertanto, un ruolo rilevante le differenze individuali e le particolarità dei singoli individui.

Un’ulteriore modifica nella spiegazione di come avviene il processo di apprendimento è l’inserimento dell’elemento “H”, cioè l’essere umano, chiamato mediatore, ponendolo sia tra lo stimolo (S) e l’organismo (O), sia tra l’organismo (O) e la risposta (R), ampliando lo schema del modello S-H-O-H-R.

Nello specifico, l’obiettivo del mediatore è ampliare le capacità dell’individuo, sostenendone il processo di apprendimento, trasformando ogni evento ed esperienza in un’opportunità di cambiamento.

Pertanto, –> seleziona gli stimoli, in base agli obiettivi e alle peculiarità del singolo, e ordina la realtà rendendola più comprensibile al soggetto promuovendo l’acquisizione di una maggior consapevolezza dei fenomeni e del sistema di leggi che li governano.

Il modello S-H-O-H-R rappresenta la cosiddetta Teoria dell’Esperienza di Apprendimento Mediato (E.A.M), in cui viene messo in risalto non solo l’importanza del ruolo del mediatore nel facilitare il processo di apprendimento adeguandolo alle peculiarità del singolo individuo, ma anche l’importanza della relazione che si instaura tra i due.

Infatti, –> a parità di condizioni, è il mediatore che fa la differenza: due individui potranno modificarsi e cambiare in misura diversa a seconda delle esperienze di mediazione che hanno vissuto.

Voglio ora farvi riflettere su altri aspetti in modo tale che abbiate del materiali su cui potervi auto analizzare, creare una vostra coscienza e decidere quali aspetti siano a voi utili alla guida… oppure fare una semplice check list.

Al volante la percezione del rischio fa la differenza. Spesso ci troviamo davanti al rischio di una percezione che non riflette cosa effettivamente dobbiamo temere. In particolare:

I riflessi: grande fiducia nella velocità dei propri riflessi è alla base di molte tragedie perché sottovaluta la complessità del sistema UAV (Unmanned Aerial Vehicle). Tra uno stimolo e una

risposta c’è una catena complessa che deve essere percorsa, riassumibile con l’acronimo PERIDEA (Percezione-Riconoscimento-Decisione-Azione);

La velocità: il cervello valuta linearmente il rischio legato alla velocità. La fisica insegna, però, che l’energia di movimento va col quadrato della velocità.

Spazio di Frenata: dipende da molti fattori (velocità, attenzione nel percorrere la catena PERIDEA, condizioni del manto stradale, stato e pressione dei pneumatici, caratteristiche e stato del sistema frenante del veicolo).

Inoltre abbiamo a che fare con diverse situazioni (molti di Voi hanno famigliarità con i Near Miss): rischio percepito correttamente e comportamento congruente; rischio percepito correttamente, ma comportamento incongruente; rischio non percepito correttamente, sottovalutato o non considerato; rischio minimo percepito fino a inibire la percezione di un rischio consistente.

Ora, ci siamo quasi, come gestite le vostre emozioni? Vi illustro alcune semplici strategie: ascoltiamo il nostro corpo e le nostre emozioni; concentriamoci sul respiro così da regolarizzarlo; focalizziamo la nostra attenzione sulle cose di cui abbiamo il controllo.

Vi lascio con una canzone degli amici Eclipse, visti a Cremona al Luppolo Rock, che energia!

 

 

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