Consapevole irriverenza

di Emanuela Rossi
Consapevole irriverenza

Mi piacerebbe entrare in aula, sedermi tra i banchi, guardare il videoproiettore sullo sfondo e vedere proiettata un’immagine del genere:


Non la solita slide di apertura con su scritto il titolo del corso, oppure un azzardato “benvenuti” con l’aggiunta di qualche omino stilizzato a rappresentare quelli seduti in attesa, e qualche logo buttato qua e là.

Cavolo! Direi, questa è una forte! Se ne infischia dell’etichetta, se ne frega di come fanno tutti gli altri, non gli interessa di mostrarsi come la perfettina di turno… però si vede che è una che sa il fatto suo, anzi, a guardarla bene, se ne sta lì, con i piedi a mollo, a gustarsi la scena e sembra pure che abbia la risposta pronta se provi a dirle che sta uscendo fuori dalle righe.
Prepotente, ma non saccente.
Irriverente, ma non maleducata.
Potente, ma non letale.

Dopo un po’ in quell’aula vorrei vedere arrivare chi conduce il gioco, e non dovrebbe nemmeno salire sul palco, anzi, dovrebbe sedersi tra i banchi, forse anche senza microfono. Ad un certo punto, ad aula piena, il vociare di sottofondo dei presenti sarebbe musica per le sue orecchie: il gioco è già iniziato, ma nessuno ancora lo sa. E il conduttore se ne sta lì ad ascoltare tutte quelle parole chiave che riconosce nel bisbiglio dei presenti: sembra Miranda di “Il diavolo veste Prada, che forte però, fa ridere, ha pure la maglietta di Superman, ma ha messo i bigodini…oddio, sembra che guardi me, sembro io quando rientro da lavoro

Tutti i particolari, la traccia del suo programma, gli elementi su cui si focalizzerà l’attenzione a breve, sono venuti a galla senza che il conduttore dicesse nulla.
C’è chi la chiama formazione, io preferisco chiamarla “dare forma”: rendere tangibile e misurabile qualcosa che prima era solo un progetto.

Non è cosa facile perché bisogna allenarsi continuamente a dare forma ad un concetto, e con quanti concetti ha a che fare la Safety? Tanti e mai abbastanza!

Tutto quello che è tangibile è facilmente comprensibile, ma rendere concreta e reale un’emozione come la paura, la sorpresa, la rabbia, l’ansia o la confusione, è un’altra cosa. Quanto è emozionante la salute e la sicurezza sul lavoro? Chi la fa ne è pienamente consapevole, ed è proprio questa consapevolezza l’elemento chiave da trasferire alla platea.

Formare è una parola latina, che non è mai cambiata nel tempo, ha mantenuto lo stesso suono e la stessa struttura. Letteralmente significa “dare forma”: è tutta qui la sua potenza, irriverenza e prepotenza.

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1 commento

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Roberto 21 Dicembre 2020 - 08:20

Complimenti per l’articolo.

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