B-SIDE #07 – Fabrice Pascal, musicista, compositore e leader dei Rockets

di Rock'n'safe
Ospite di Stefano Pancari oggi a B-SIDE: Fabrice Pascal, musicista, compositore e leader dei Rockets, che ci presenta il suo nuovo album da solista.

Cosa è cambiato dai tempi dei Rockets?

L’ultimo live dei Rockets è recente, del settembre 2020, quando la morsa del Covid si era allentata un po’ e si è riuscito a fare qualche evento. Nel 2019 siamo usciti con l’album Wonderland, che sarà l’ultimo lavoro della band. Nello stesso anno abbiamo partecipato anche al Lucca Comics&Games. Continueremo a fare live!

Parlaci del tuo ultimo lavoro, del tuo album solista.

Con Parallel Word sono me stesso, non mi sono preoccupato se fosse o meno un album da Rockets, perché è un lavoro mio personale, in collaborazione con artisti, dj e tecnici. È un lavoro di team, che ho composto durante il lockdown.

Qual è l’anima di Parallel Word?

Da grande voglio comporre musica per il cinema! Questo è un disco pensato come frammenti di colonne sonore, 14 tracce per 14 idee di film. Ho realizzato l’album in 6 mesi, più un altro paio di post produzione. L’essere bloccato in casa mi ha permesso di lavorare 15 ore al giorno, di sperimentare. Ho composto tutto l’album con i miei Synth, tranne 3 tracce in cui ho voluto usare un pianoforte a coda.

É un album che trascina l’ascoltatore in un viaggio. É palpabile l’immaginario cinematografico.

Non esiste un grande film senza una grande colonna sonora. Ho dedicato l’album a Ennio Morricone, perché è stato un compositore che ha ispirato tantissimi musicisti. Attualmente collaboro con delle case di produzione a Londra e New York per dei film Netflix e musiche per videogiochi. Purtroppo la gente va sempre meno nelle sale cinematografiche, ma questa è la naturale evoluzione delle cose.

Quanto è importante la sperimentazione, la ricerca?

La ricerca del suono non finisce mai, devi cercare in continuazione, studiare. Non sono sufficienti gli effetti di luce, laser, se manca il contenuto. 40 anni fa non c’era nulla, l’uso dei laser sul palco era spettacolare, sconvolgente per il pubblico. Coi Rockets siamo stati tra i primi ad usarli, insieme forse ai Pink Floyd. Oggi magari si spende tantissimo per gli effetti live, che costano molto, ma poi col concerto sei pagato poco. Coi soldi devi creare novità, devi sperimentare anche in questo senso.

Cosa riserva il futuro della musica?

I bambini, i ragazzi sono il futuro. Non facciamo l’errore di pensare che non capiscano nulla perché sono giovani. Anzi consiglio a tutti i musicisti di avvicinarsi ai giovani emergenti per arricchirsi. Ho collaborato e collaboro ancora con un giovane DJ, Axel Cooper, che aveva 15 anni quando ha iniziato, ora ne ha 21 e da lui ho imparato tanto.

Articolo e postproduzione video di Graziano Ventroni

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