“Ciai” mai pensato?

di Daniela Trambusti
fondazione ciai

Gli incidenti stradali sono più diffusi di quanto pensiamo. Nell’intervista che abbiamo fatto a Stefano Guarnieri, Vice Presidente dell’Associazione Lorenzo Guarnieri, l’argomento viene ben delineato e uno degli aspetti che viene messo in luce è il fatto che la definizione stessa di “incidente stradale” è fuorviante. Quando si parla di “incidente” si pensa a qualcosa di accidentale, casuale, inevitabile. Una fatalità. Stefano Guarnieri si è battuto per introdurre il termine “omicidio stradale”. L’omicidio, si sa, è un’azione che prevede di essere compiuta da qualcuno, non dal fato stesso.

Spesso non pensiamo a quanto profonde possono essere le conseguenze dei nostri comportamenti… di una leggerezza, di una distrazione… Pubblichiamo la storia che segue per mostrarne un esempio reale.

“Ciai” mai pensato?

La Redazione

 


La Fondazione Claudio Ciai è nata in seguito a un grave incidente stradale. 

Era il 15 settembre 2010 e mio marito era nella sua auto aziendale, fermo in coda, quando venne travolto da un camion sopraggiunto a tutta velocità. Riportò gravi lesioni cerebrali che gli impedirono di comunicare, muoversi e alimentarsi. In un secondo tutto cambiò, per lui e per la nostra famiglia. Fu l’inizio di un vero e proprio calvario.

Abbiamo passato sei mesi in Austria per un farmaco ancora non autorizzato in Italia, grazie al quale riprese conoscenza, ma al rientro a Firenze peggiorò giorno dopo giorno. Oltretutto, non esistendo nel nostro paese strutture per pazienti con simili patologie, dovette trascorrere gli ultimi anni in una RSA lontano dai suoi cari. Questo perché i condomini avevano impedito l’installazione di una piattaforma elevatrice, che dal giardino gli avrebbe consentito di entrare in casa. Nonostante ci fossero tutti i permessi, il giudice del Tribunale di Firenze ritenne prevalente l’interesse a non veder alterato l’equilibrio della facciata, non pensando minimamente ai diritti di un disabile.

A questo aggiungete che Telecom Italia, per cui lavorava, aveva interrotto i pagamenti e fummo truffati dall’avvocato che ci seguiva… Non a caso ho parlato di calvario.

Poi Claudio ha smesso di lottare il 19 marzo 2014 e abbiamo deciso di costituire in suo nome una fondazione per aiutare le vittime della violenza stradale. In questo modo, pur non essendoci più fisicamente, è sempre insieme a noi a fare la cosa che gli riusciva meglio: aiutare gli altri.

La Fondazione ha sede a Firenze e si occupa di supportare le vittime di incidenti stradali o infortuni sul lavoro. Il nostro obiettivo è aiutare queste persone a ricostruire al meglio le loro vite, cercando di rafforzare la comunità locale con progetti di sviluppo e denunciando cause di ingiustizia e disuguaglianza. Siamo tutti volontari, nessuno di noi percepisce un compenso, quindi il 100% dei contributi arriva veramente dove c’è bisogno.

In questi anni ci siamo occupati di percorsi riabilitativi, di assistenza, ma abbiamo anche trasformato quadri di persone disabili in una collezione di moda, abbiamo organizzato eventi culturali, ricreativi e sportivi e abbiamo donato ausili come montascale, sedie a rotelle e anche un riconoscitore colori per non vedenti. Quest’ultimo grazie a un’iniziativa a cui sono particolarmente legata, il bando annuale #CiaiUnSogno, al quale possono partecipare privati e associazioni non profit per iniziative rivolte a chi ha riportato disabilità permanenti in seguito a incidenti stradali o infortuni sul lavoro.

La storia di Ivan Cappellari mi ha colpito molto. È cieco da quando aveva 15 anni: stava tornando a casa da scuola e una bicicletta gli piombò addosso a tutta velocità colpendolo e facendolo precipitare in un dirupo, la peggiore conseguenza è stata la compromissione del nervo ottico. Dopo 22 anni può nuovamente distinguere i colori con un ausilio portatile, il Color Test, che è un riconoscitore parlante, simile a un cellulare.

Non ci tiriamo mai indietro e in situazioni di necessità ci mettiamo subito in moto. Durante l’emergenza Covid-19 la Fondazione ha infatti promosso la campagna #SostieniUnInfermiere che in soli 8 giorni ha raccolto 55.000 € a sostegno degli infermieri arrivati da fuori regione in supporto dei nostri ospedali. Nel 2020, convinti che l’arte e la bellezza facciano bene alla salute, abbiamo creato un percorso di visite museali gratuite per persone disabili presso la Galleria degli Uffizi e la Galleria d’Arte Moderna di Firenze, ma la Fondazione cerca continuamente di crescere in modo da migliorare la vita di sempre più persone. Il prossimo mese, infatti, entreremo in possesso di un mezzo attrezzato che ci aiuterà a trasportare fino a tre carrozzine per disabili e ci consentirà di poter effettuare con loro le varie attività e percorsi programmati, e da quest’anno, attraverso il nostro sportello #CiaiDiritto, è possibile consultare professionisti che offrono servizi per la tutela legale e per un’adeguata assistenza psicologica a vittime di incidenti stradali o infortuni sul lavoro e ai loro familiari.

Tante sono le persone che ci sostengono, anche grazie alla campagna di tesseramento che consente ai nostri soci di usufruire delle convenzioni che la Fondazione ha stipulato con Centri specialistici e Studi professionali in vari ambiti, ma più riusciremo a farci conoscere, maggiori saranno le probabilità che chi ha bisogno sappia della nostra esistenza e si rivolga a noi. Quindi seguiteci sui social, partecipate ai nostri eventi, donateci il vostro 5 per mille, e soprattutto segnalate la nostra esistenza a chi potesse aver bisogno di noi!

www.FondazioneClaudioCiai.com

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2 commenti

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2 commenti

Patrizia Montigalli 2 Febbraio 2021 - 15:25

Bravi!!! Il vostro calvario non vi ha indebolito e isolato nel rancore dell’ingiustizia ma vi ha reso più forti e altruisti nella lotta per riuscire a rendere migliore la vita di altre persone segnate da quel dolore che avete conosciuto e vissuto da vicino. Grazie 🙏

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Daniela Trambusti 2 Febbraio 2021 - 15:27

Grazie a te Patrizia!

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