Un Angelo Rock

di Vito Schiavone
Anni ‘70: la band sta spingendo al massimo per trovare la sua vera identità all’interno del vasto panorama musicale che imperversa nel Regno Unito.

Anni ‘70: la band sta spingendo al massimo per trovare la sua vera identità all’interno del vasto panorama musicale che imperversa nel Regno Unito.
Per poche sterline i tre ragazzi si spostano da sud a nord, da Plymouth a Glasgow in Scozia, per performance dal vivo che cominciano a riscuotere un discreto successo in sempre meno sconosciuti locali notturni.
Stewart, Henry e Gordon dopo ogni live si spostano con un furgone carico di strumenti e di speranze: si vive così, per sbarcare il lunario è necessario risparmiare il costo di un hotel e allora si viaggia di notte.
Quella volta è il turno di Gordon a mettersi alla guida: le trasferte sono abbastanza lunghe e per chi non guida c’è la possibilità di riposare. Tutto fila liscio quando all’improvviso, alle prime luci dell’alba, Gordon senza accorgersene inizia a chiudere gli occhi per uno, due, tre istanti via via sempre più lunghi.
Gordon si addormenta quel tanto che basta perché il furgone cambi improvvisamente e pericolosamente corsia. Per pura coincidenza Henry, seduto accanto a lui, apre gli occhi di colpo e, accorgendosi di quanto stava accadendo, inizia a urlare tanto da svegliare il compagno alla guida del furgone: Gordon spalanca gli occhi con terrore e dopo aver evitato una barriera con un miracoloso testacoda, riesce a riprendere il controllo dell’autovettura tra uno stridio insopportabile di freni ed un terribile odore di pneumatico bruciato.
Il tempo di accostarsi sulla corsia di emergenza e di respirare profondamente: ora sono tutti svegli e le grida nel furgone si levano alte, a scaricare tensione, adrenalina e paura. Henry ha salvato la vita sua e di tutti gli altri componenti della band il cui futuro, ancora tutto racchiuso in sogni e speranze, può degnamente realizzarsi.
Henry Padovani di lì a poco sarà sostituito alla chitarra da Andy Summer, che insieme a Stewart Copeland e Gordon Mathew Sumner, in arte Sting, andranno alla conquista del mondo come THE POLICE.
In gergo tecnico si chiamano nearmiss, quasi incidenti: li possiamo considerare dei colpi di fortuna, un insieme di circostanze che fanno sì che i nostri errori, l’eccessiva confidenza nel compiere determinate azioni, la sopravvalutazione delle nostre forze e la bassa percezione del rischio non contribuiscano a porre fine alla nostra vita, lasciando invece ben impresso nella nostra mente e nella nostra anima l’importante insegnamento dettato dello scampato pericolo.
Quante storie, quanti desideri non si sono mai potuti realizzare perché incidenti mortali o comunque invalidanti li hanno stroncati tragicamente.
La legge empirica del caso (Henry si è svegliato proprio in quel momento) ha fatto sì che la storia di questi tre ragazzi potesse compiersi malgrado le gravi disattenzioni, la voglia di correre e di non fermarsi neanche davanti alla stanchezza facessero parte delle loro abitudini: ma non succede sempre così!
È importante imparare a vivere avendo l’esatta percezione di quelli che sono i rischi associati ad ogni azione che facciamo e di cui siamo direttamente responsabili; è importante far tesoro dei quasi incidenti, di queste esperienze che viviamo spesso in prima persona (“siamo tutti miracolati anche se ne non ce ne rendiamo conto” affermava un mio vecchio docente universitario) o di cui abbiamo notizia.
Abbiamo tutti diritto a vivere una vita rock, un futuro che, anche se non incredibile come quello dei THE POLICE e di Henry Padovani, inconsapevole “angelo” della band ed eroe della nottata, deve poter essere vissuto sino in fondo.

SCORRI LA PAGINA E LASCIA UN COMMENTO

2 commenti

Potrebbe interessarti

2 commenti

Massimiliano Trianni 1 Dicembre 2020 - 08:42

Bellissima storia (rock), per noi amanti di certa musica e di certi argomenti ci sarebbe da (ri)scriverne alcune, tipo l’infortunio sul lavoro di Tony Iommi chitarrista dei Black Sabbath o il nearmiss alla guida di un aereo di Bruce Dickinson cantante degli Iron Maiden.
Grazie Vito

Rispondi
vito schiavone 1 Dicembre 2020 - 15:24

Grazie Massimiliano! accolgo volentieri il tuo consiglio, vediamo cosa ne esce fuori! Be Rock, Be Safe!

Rispondi

Lascia un commento

Non perderti neanche una nota!

 

Ogni mese puoi avere accesso ai contenuti esclusivi della nostra community.
Questo mese: il backstage della nostra intervista con Nicola Nite dei Tazenda!

Iscriviti   alla Newsletter