Angeli alla morte

di Allegra Guardi

Quando avevo 15 anni, abbiamo occupato il liceo. Non ricordo assolutamente perché lo avessimo fatto e questo la dice lunga su quanto fossero sentite le motivazioni. Diciamo che, almeno in quegli anni, fare “okkupazione” era una specie di tradizione e perfino io che ero una brava ragazza, non potevo non fare questa esperienza almeno una volta nella mia vita da liceale. 

Ad ogni modo ricordo che la canzone che andava per la maggiore durante quell’occupazione era “Chop Suey”dei System of a Down (anche se io ero convinta si chiamasse “When Angels deserve to die”, quando gli angeli meritano di morire).

Il testo e la musica del ritornello, così come le note arrabbiate e graffianti di quel brano, mi continuano a risuonare in testa da quando è giunta la notizia della guerra fra Russia e Ucraina. Il contenuto del brano in realtà non è molto attinente parlando di suicidi, ma quella frase resta rappresentativa: “quando gli angeli meritano di morire”.

Penso a tutti i cittadini innocenti che hanno perso, stanno perdendo e perderanno la vita a causa di una guerra e mi chiedo: c’è mai un “quando” in cui “gli angeli meritano di morire”?

Tutto il nostro mondo è stato messo in ginocchio negli ultimi anni da una pandemia che ci ha già richiesto numerosi sacrifici. Madre Natura, da noi mutilata da tempo, ci sta sempre più presentando il conto per le ferite inflitte a fronte dei doni rubati. Abbiamo un quadro di morti sul lavoro e sulle strade decisamente disarmante… Non si sentiva proprio il bisogno di una nuova guerra. Almeno questo è il mio pensiero. Eppure qualcuno evidentemente questo bisogno lo sentiva.

C’è mai un “quando” in cui “gli angeli meritano di morire”?

Ho provato a spiegare a mia figlia di 4 anni della guerra, semplificando molto il concetto. Quando ho finito lei ha ridacchiato e mi ha chiesto: “mamma, un giorno mi fai vedere questo libro di Puting?” (con la “G” in fondo, una sua libera interpretazione). Per mia figlia semplicemente quello che le stavo dicendo era talmente fuori dal mondo che poteva essere solo e soltanto una storia inventata in qualche libro…
Beh, sui libri ci finirà sicuramente… ma su quelli di storia, non di narrativa.

C’è mai un “quando” in cui “gli angeli meritano di morire”?

Stando alle informazioni registrate e condivise dall’ACLED, l’Armed Conflict Location & Event Data Project, buona parte del nostro pianeta è costantemente coinvolta da un conflitto di qualche tipo. E sebbene la loro analisi comprenda moltissimi eventi che sono sì di tipo violento ma non legati a contesti di vera e propria guerra, lo scenario mostrato dalla loro mappa visiva del mondo non è affatto sereno (https://acleddata.com).

C’è mai un “quando” in cui “gli angeli meritano di morire”?

Father, father, father, father
Father, for all the Deer heads, I commend my spirit
For all the Deer heads, why have you forsaken me?
In your eyes, forsaken me
In your thoughts, forsaken me
In your heart, forsaken me…

Padre, padre, padre, padre
Padre, nelle tue mani, io ripongo il mio spirito,
Padre nelle tue mani, perché mi hai abbandonato?
Nei tuoi occhi, mi hai abbandonato.
Nei tuoi pensieri, mi hai abbandonato,
Nel tuo cuore, mi hai abbandonato…

 

Perché ci siamo abbandonati?

Non esiste quel “quando”. E ogni volta che qualcuno pensa che sia giunto, di fatto moriamo tutti sul nostro lavoro: quello di esseri umani.

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